The Avengers – Hulk

Hulk

Personalmente non ho mai sopportato Hulk. Non sono un razzista, non dipende dal colore della sua pelle. Credo che mi faccia incazzare il fatto che sia sempre incazzato. Che ci volete fare, questo Mr Hide moderno strafatto di radiazioni γ non riesco a farmelo piacere. Nonostante questo è un personaggio davvero interessante in questa breve carrellata.
Partiamo dalle sue origini, ovvero dal pieno della Guerra Fredda. Il dottor Robert Bruce Banner, nel corso di un esperimento il cui scopo era la creazione di una bomba gamma, venne irradiato da elevatissime dosi della relativa radiazione. Nella realtà il dottor Banner sarebbe stato messo sotto tre metri di terra poiché avrebbe assorbito una dose eccessiva di radiazioni. La dose di radiazione, ovvero la quantità di radiazione ricevuta da un corpo in relazione alla sua massa è:

L’unità di misura della dose è il Gray (Gy). 1 Gy equivale a 1 J/kg. Ora, una radiazione γ possiede l’energia necessaria a danneggiare in modo irreparabile la struttura a doppia elica del DNA, che in soldoni è il libretto di istruzioni di ognuno di noi. Un danno di questo tipo segna la morte della cellula e se questo risulta essere esteso, determina la morte dell’organismo stesso. Chiaramente il tipo di danno dipende dal tessuto o dall’organo irradiato, ma nel caso del dottor Banner si può assumere che esso abbia riguardato tutto il suo corpo, superando generosamente i limiti umanamente consentiti.
Bene, avendo stabilito la morte di Bruce nella realtà, concentriamoci ora su quanto raccontato nei fumetti. Vediamo una montagna verde – nella prima storia era grigia! – e muscolosa continuamente impegnata a sfasciare qualcosa. Non voglio analizzare qui le scarse capacità di autocontrollo di Robert, quanto invece dare un occhio al suo peso. E pure alla sua altezza. Secondo quanto viene detto dalla Marvel Universe Wiki (colonna a sinistra, alla voce Physical Attributes), Hulk è alto circa 2,4 metri per un peso che si aggira intorno ai 635 Kg; questo nella sua versione più “massiccia”. Tralasciamo l’ingiustificato motivo per cui Banner si debba prendere tutti questi chili in più e facciamo un raffronto tra questi valori di massa e altezza e quelli dello scienziato quando è “a riposo”. Bruce è alto quasi 1,8 m e pesa 58 kg. In questo interessante documento che discute dell’analisi dimensionale e delle leggi di scala, si può intuire come le dimensioni di Hulk non possano essere sostenibili. Infatti definita L la lunghezza del corpo, la massa dello stesso è proporzionale a L³ (poiché la massa è il prodotto della densità per il volume e quest’ultimo è proporzionale al cubo di L). Da ciò possiamo dunque scrivere la formuletta:

dove a numeratore sono poste la massa e l’altezza di Bruce, mentre a denominatore i rispettivi valori delle stesse per Hulk. Ora, volendo determinare la massa del mostro verde tenendo per buono l’incremento della sua altezza a 2,4 metri, si otterrebbero circa 137 kg. Una bella differenza! Viceversa, pensando che la sua massa arrivi effettivamente a 635 kg in seguito alla trasformazione, la stessa dovrebbe renderlo alto 4 metri. Evidentemente c’è qualcosa che non va! Si potrebbe controbattere dicendo che comunque la trasformazione non mantiene la proporzionalità delle varie parti, ma anche con questa considerazione in tasca il povero Hulk soffrirebbe fisicamente l’aumento delle sue dimensioni: se la massa va come L³, lo stesso non si può dire per la resistenza dei tendini e delle ossa che è incrementata solo con la loro sezione, ovvero ~ L². Questo rende l’elefante più fragile di un topo e giustifica anche il fatto che il primo muoia cadendo da una grande altezza, mentre il secondo abbia maggiori possibilità di cavarsela. Altro che gli incredibili balzi ai quali le pellicole ci hanno abituato! Però anche qui facciamo che chiudere un occhio e immaginiamocelo saltare da una parte all’altra. Ho trovato questo post che traduce un commento a riguardo scritto dal fisico Rhett Allain sul suo blog. Traccia un’analisi interessante di questi salti e ne consiglio la lettura.
Concludo con un’ultima considerazione. Forse il motivo per cui non mi piace Hulk è legato all’estetica. Ha un corpo immenso adibito a deposito di muscoli che però è coronato da una testa di dimensioni ridotte. È abbastanza ridicolo, dai. Questo però ha anche una conseguenza slegata dalla semplice bellezza. Poiché il suo cervello è confinato all’interno della scatola cranica, sarà anch’esso di ridotte dimensioni. La domanda che sorge spontanea è: come fa con un cervello così piccolo a coordinare quella babele di muscoli?

Legge di Kleiber

Prendiamo di nuovo l’elefante. Sì, quello di prima, ma esaminiamolo quando ancora non si è spiattellato al suolo. Ha un cervello molto grande, dal peso variabile tra i 3,6 e i 5,4 kg. Tutta questa potenza di calcolo è necessaria a muovere il gran numero di muscoli del suo corpo – nella sola proboscide esistono 6 gruppi di muscoli divisi in 10⁵ unità motorie singolarmente controllabili. Nel corpo umano ci sono solo 639 muscoli per un cervello di 1,3 kg circa. Lo so a cosa state pensando: alcune vostre conoscenze lo hanno molto più leggero! Per alcuni soggetti questo potrebbe anche essere vero, ma comunque sia, il nostro Hulk non se la passa bene in quanto a ragionamenti astratti: se assumiamo che le dimensioni del cervello non abbiano subito un incremento significativo, mentre quelle dei muscoli sì, il gigante verde si troverà a fronteggiare il controllo di tante unità motorie con una capacità di calcolo appena sufficiente. Questo, effettivamente, giustificherebbe la sua propensione per la devastazione piuttosto che per il gioco degli scacchi.

Ci sarebbero molte altre cose da dire, perché Hulk, nonostante la mia antipatia, è un personaggio davvero ricco sotto quei punti di vista che mi interessa trattare. Siccome però ho una vita da vivere, vi piazzo qui alcuni link di approfondimento con qualche dettaglio che non ho voluto affrontare nel post.

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