Mirmecologia, ovvero parliamo di formiche

Formiche

Chi ha letto la lista che c’è al fondo della sezione su me stesso, saprà che mi piacciono le formiche. L’interesse per questi insetti è sorto da bambino e trovava piena soddisfazione quando andavo a trovare i miei nonni siciliani. Avendo loro un orto, potevo contare su diverse colonie dalle quali rapire alcune formiche per dare vita a un mio formicaio personale – che alloggiavo in uno dei barattoli di vetro datomi da mia nonna. Quando non potevo disporre di una simile abbondanza, ricorrevo ad altre strategie come la cattura di formiche con le ali (le future regine). Tali esperimenti si concludevano in diverse maniere, ma mai positive.
Comunque sia, non potevo non postare questa notizia, seppur datata. Uno scienziato indiano, Mohamed Babu, ha fotografato delle formiche colorando loro l’addome. L’idea è venuta dopo che la moglie gli ha mostrato come altre formiche, bevendo delle gocce di latte cadute sul bancone da cucina, assumessero una colorazione addominale bianca. Così il Dr Babu ha preparato delle basi di paraffina sulle quali ha messo delle gocce di zucchero mescolate a del colore commestibile. Ha affermato che il lavoraccio non è stato tanto la preparazione del composto, quando il fotografare gli insetti. Questo perché risultava ben difficile gestire quella moltitudine di formiche anche solo per pochi minuti. Con un po’ di insistenza però ha ottenuto delle foto belle come quella che apre il post (a questo indirizzo le trovate alla risoluzione massima). Ha anche notato che le formiche preferivano i colori chiari, come il giallo e il verde mentre snobbavano il verde scuro e il blu. Be’, mi sembra ragionevole: anche l’occhio, “in cucina”, vuole la sua parte.
Se ora vi fosse venuta un po’ di curiosità e se voleste cimentarvi anche voi nella gestione di un formicaio, alla luce delle mie esperienze personali vi propongo un bel simulatore del tutto innocuo per le bestioline a sei zampe: Myrmedrome. È una perla rara in quanto uno dei pochi pensato in lingua italiana e, soprattutto, pensato per essere scaricabile gratuitamente. Non mi dilungo quindi sulle funzionalità che potete scoprire da soli, ma vi metto in guardia sull’estetica – di nuovo l’Occhio, questo esigente! Non aspettatevi una coinvolgente esperienza visiva, perché non l’avrete. Se volete qualcosa che appaghi maggiormente la vostra retina potete provare l’Impero delle formiche, un videogioco di strategia sviluppato dalla Microids e ormai ben datato (si parla addirittura del millennio passato: 1999!). Francamente, trovarlo in commercio è come richiedere che il Sahara diventi un giardino fiorito proprio in questo istante. È successo? Ecco, no. Forse è recuperabile in qualche negozio di videogiochi usati o in qualche bancarella di ambulanti. In ogni caso, è anche questo decisamente consigliato in quanto oltre alla soddisfazione derivante da una grafica curata, è altamente godibile la ricostruzione che è stata fatta di quel micromondo tanto affascinante. Si dovranno infatti affrontare mantidi religiose, invasioni di altre formiche, scarsità di cibo e risorse e mantenere il formicaio – che è visibile dall’interno! – in un accettabile stato di funzionamento. Insomma, vi terrà ben impegnati!

 

Link utili:

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