Oggi mi sento come un pesce di nome Wanda

Un pesce di nome Wanda

Un po’ di tempo fa ho scritto questo raccontino cercando di basarne lo sviluppo sui titoli di vari film, alcuni famosi altri decisamente meno noti. Riuscite a scovarli tutti?
Vi avverto, alcuni sono davvero difficili!

 

Oggi mi sento come un pesce di nome Wanda. Mi sono proposto la ricerca della felicità, ma so bene che questo non è un paese per vecchi e sarà dura. Ad ogni modo, tra qualche ora parteciperò a un funeral party. Quel povero diavolo – benché non più tra noi – si deve essere goduto la vita. Infatti sull’annuncio appeso alla porta di casa c’è scritto Dracula: morto e contento. Buon per lui.
Tra le altre cose, prima di andare, devo assolutamente ricordarmi di telefonare a John per farmi inviare il suo rapporto di minoranza. Dannazione, 28 settimane dopo sono ancora qui ad aspettarlo. Se non lo chiamo io, quello…
Nel pomeriggio dovrò pure pensare a fare un po’ di rifornimenti. Mia moglie, che è andata a stare da sua madre per qualche giorno, mi ha lasciato una lunga lista della spesa. In parte è già spuntata e al fondo trovo: Kill Bill. Chissà che le avrà fatto ‘sto Bill.
Sbuffo pensando a tutto questo e sono ancora nel letto. Fuori, l’alba dei morti viventi. Mettendomi a sedere sopra le lenzuola sfatte, avverto un dolore allo stomaco. Molto fastidioso. Deve essere stata l’erba di Grace. Guardando fuori dalla finestra, mentre il sole scaccia l’insistente oscurità – manco ci fossero stati 30 giorni di buio – vedo un bambino entrare nella scuola di fronte. Subito penso a mio nipote. Chissà come se la sta passando nel paese delle creature selvagge. Ormai sono già passati una primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera. Sarà il caso di fargli una telefonata, credo.
Alla porta bussa qualcuno. Vado a vedere. Sbircio dal tondino.
« Lasciami entrare. »
È lui, Old Boy – lo chiamano così nel quartiere, il mio vecchio amico. Se c’è una cosa di lui che adoro è che sappia tenere un segreto. È a prova di spia, direi. E anche di donne. Essere a 40 anni vergine è un indiscusso record. Mi dice di preparami, ché deve farmi vedere una cosa. Usciamo e incrociamo quelli che amorevolmente ho definito l’esercito delle dodici scimmie. Sono dei ragazzi ciondoloni del quartiere che perdono il loro tempo con impegno. Solitamente passano una notte da leoni, sempre a fare casino, mentre alla mattina testimoniano con puntualità il noto detto popolare. E oggi non fanno eccezione. Spariscono dietro l’angolo e non troviamo più anima via. Siamo solo noi. Noi e la strada. Arriviamo allo spiazzo del giardino e notiamo che ogni cosa è illuminata. Troviamo anche Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano. Li vende sempre a mazzi insieme al libro della sua religione, o almeno ci prova. Anche lui risente della crisi.
È a questo punto che il mio amico tira fuori una videocamera, di quelle ultracompatte e ultratecnologiche che, volendo, farebbe anche a meno di lui. Me la mostra tutto gioioso. Guarda! – mi fa. E io guardo. Poi suggerisco che forse riuscirei anche a vedere qualcosa se solo premesse il tasto REC e registrasse qualcosa. Lo fa. Mi mostra subito tutte le sue funzionalità, quindi apre il menù di registrazione, blocca il filmato che sta riprendendo e fa partire un video. In quel francobollo che è lo schermo, vedo lui in costume su una spiaggia. Mi dice che sono le sue vacanze: precisa che è stata una settimana da Dio. Da come corre sul bagnasciuga gli credo. Gusto ancora un po’ la sua gioia in formato .mpeg poi, a corsa terminata, gli chiedo perché mi abbia portato fin lì per vedere la camera, il video e tutto. Chiedimi se sono felice, mi domanda. Rimango sorpreso dalla richiesta, ma d’altronde ho davanti Old Boy, non dovrei farlo. Glielo chiedo. Lui risponde di sì e aggiunge che la felicità non ha motivo. Non la sua, almeno. Rimango zitto, non aggiungo altro, solo una mano sulla spalla che stringo forte, come se non volessi lasciarlo andare via col vento. Gli voglio bene e sorrido.
Sulla strada del ritorno allunghiamo un po’ passando per il corso centrale. Una sfera gigantesca è nel mezzo della rotonda, poco distante. Bah, ‘sti tempi moderni e la loro arte. Che poi, più che moderno, questo mondo mi pare il pianeta delle scimmie. E meno male che ne abbiamo solo uno, di pianeta. Sarebbe la guerra dei mondi in caso contrario. Con queste considerazioni in tasca, arriviamo sotto il portone di casa mia. Old Boy – videocamera alla mano – mi saluta. Forse mi sta facendo pure un video. Salgo su, incontrando per le scale la ragazza della porta accanto. Una falsa, niente di vero tranne gli occhi. Se dovessi dare un consiglio spassionato ai suoi ospiti sarebbe: non aprite quella porta. Dentro casa, guardo l’orologio. Manca ancora un po’ di tempo e il letto pare farmi l’occhiolino. Ma mi dico che è meglio non approfittarne, che devo entrare in modalità “uomo senza sonno”. Sarà dura, come sempre.

Annunci

6 thoughts on “Oggi mi sento come un pesce di nome Wanda

    • Ti ringrazio molto per l’apprezzamento ;)
      Devo però dirti che il raccontino è solo un esercizio creativo; non che io non abbia amici che non condividano con me la loro felicità, anche in modi semplici, ma tra queste righe non c’è molto di più di uno slancio d’immaginazione. Idem per la parte sulla moglie! Eh eh :)

  1. Un pesce di nome Wanda, La ricerca della felicità, Non è un paese per vecchi, Funeral Party, Povero diavolo, Dracula: morto e contento, Minority Report, 28 settimane dopo, Kill Bill, L’alba dei morti viventi, L’erba di Grace, 30 giorni al buio, Creature selvagge, Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera, Burn After Reading, 40 anni vergine, l’esercito delle dodici scimmie, Una notte da leoni, La strada, Ogni cosa è illuminata, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, REC, Una settimana da Dio, Chiedimi se sono felice, Oldboy, Via col vento, La via del ritorno, Tempi moderni, Il pianeta delle scimmie, La guerra dei mondi, The girl next door, Niente di vero tranne gli occhi, Non aprite quella porta, L’uomo senza sonno.

    Me ne devo essere persi duemila XD
    Idea carinissima

E ora scrivi qualcosa tu!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...