La giornata di uno scrutatore

 

Questo titolo è il copia/incolla di quello del romanzo di Calvino del 1963. Non l’ho letto, ma il buonsenso mi suggerisce che c’entri qualcosa il ruolo dello scrutatore e Wikipedia me lo conferma. In queste elezioni politiche sono stato anch’io uno dei tanti omini (e donnine) che con un sorriso di circostanza vi ha salutato, ha preso i vostri documenti, debitamente annotato ciò che c’era da annotare e vi ha avviato verso le urne. Alcuni di noi erano in seggi più movimentati di altri, come questo. Francamente mi sembra un’idiozia mettersi con le tette al vento per dire basta a Berlusconi. È un po’ come essere contro i preti pedofili e presentarsi davanti a uno di loro con un bambino nudo e una maxi-confezione di lubrificante: FORSE non è il modo migliore di protestare. Nel mio seggio, comunque, tutto si è svolto placidamente e abbiamo affrontato lo scrutinio in modalità cazzuti e operativi, spogliando (solo) le schede entro tempi più che ragionevoli – complice anche quella porcata della legge elettorale, devo ammetterlo. Avevamo pure una mascotte

Mascotte

A fare parte degli scrutatori c’era anche una signora di mezza età che, incuriosita dal mio ambito di studi, mi ha fatto qualche domanda. Queste spaziavano tra diverse discipline, forse perché, siccome studio qualcosa di scientifico, ciò implica (chissà perché) che io sappia argomentare per estensione qualunque questione di pertinenza scientifica. Mi sembrava di essere una roulette della scienza: mi ha chiesto, per esempio, una spiegazione darwiniana del perché si muore. Io gliel’ho data e lei si è dimostrata pure soddisfatta. Ma non per molto. In un momento di fiacca, si è messa a pasticciare sulla lavagna iniziando a scrivere qualche improbabile espressione matematica in ricordo dei tempi scolastici andati. Alla vista di un fantasioso accavallamento di parentesi seguite da una proporzione (chissà perché n°2), le ho detto: come fisico faccio finta di non avere visto. Al che ha ribattuto chiedendo di dettarle un’espressione matematicamente valida. È un po’ la richiesta fattami da Giada durante una cena madrileña in cui ha svolto i calcoli su un tovagliolo per risolvere l’equazione data. Ba’, sarà una nuova moda? Comunque la signora, a differenza della mia diligente ragazza che è riuscita a svolgere tutto per bene (anche se con un aiuto, ma tenete conto che lei non pasticcia volentieri con i numeri), ha guardato con curiosità ciò che le avevo dettato – per la cronaca: era una semplice equazione nell’incognita x. Dopo qualche secondo mi chiede se quelle x non fossero dei segni di moltiplicazione e io cerco di fare la doverosa chiarezza distinguendo un segno di moltiplicazione da una variabile. Mi ha guardato come se provenissi dalla periferia di Marte o giù di lì. Dopo questa ulteriore spiegazione ha cercato di capire che cosa si dovesse fare con un’equazione del genere, ma non è riuscita a risolverla. Forse è rimasta addirittura un po’ delusa dal fatto che non le abbia dettato una di quelle celebri equazioni da fisici famosi, non so. Fatto sta che le soluzioni dell’equazione sono state trovate da un altro ragazzo del seggio, anche se questo comunque non è molto importante. Infatti, nonostante avesse un’incontenibile voglia di parlare di qualunque argomento, la cosa che alla fine ho apprezzato è stata la sua apertura nel comprendere qualcosa di veramente alieno per lei, benché molto semplice per me. Non capita tutti i giorni di incontrare individui curiosi e disposti al dialogo. Ecco, forse di quelle persone votate da altre persone in questi due giorni, parecchie avrebbero qualcosa da imparare da una simile predisposizione. Io vivo in una città il cui sindaco è questa persona qui:

 

Come avete visto la sua lungimiranza politica – che qualifica uno del suo mestiere – è davvero impressionante. Come ho già detto, pensate che ‘sto qui amministra la mia città. Bene. Penso che questo suo atteggiamento sia generalizzabile a buona parte della classe politica attuale e ciò potrebbe giustificare in prima battuta l’ascesa del Movimento 5 Stelle. Tra le mille cose dette dalla signora di mezza età, c’è stata l’ossessiva ripetizione a mo’ di mantra che la fortuna elettorale del Movimento deriva dal fatto che l’Italia ha bisogno di un cambiamento (e ovviamente ci ha fatto capire di averlo votato per questo). Io però mi permetto di contestare tale idea. Da molte parti il M5S viene sbandierato come il Nuovo&Onesto che avanza contro il Vecchio&Corrotto che resiste sulle poltrone del potere. Ma siamo sicuri? Se ci raffreddassimo un attimo dai bollenti spiriti pompati dagli ormoni elettorali forse si potrebbe vedere la faccenda con più chiarezza e constatare come gli elettori non abbiano effettivamente cercato una rivoluzione politica, ma molto più semplicemente qualcuno di diverso a cui delegare il proprio potere. Spero di sbagliarmi, ma percepisco questa dinamica in modo chiaro. D’altra parte sarebbe una cosa abbastanza naturale passare da un comico a un altro, ci sarebbe una sorta di continuità. Perché in fondo Grillo e Berlusconi hanno molti punti in comune e questa è un’osservazione all’infuori di qualunque simpatia/antipatia politica.

  • Entrambi possiedono un partito personale la cui democrazia interna è assente.
  • Dicono che gli altri sono comunisti o politici-che-se-ne-devono-andare-a-fare-in-culo, ma in ogni caso sono il peggio del peggio, mentre loro sono il meglio del meglio.
  • I telegiornali ce l’hanno con loro e riportano solo notizie false.
  • Sono i salvatori della Patria.
  • Intrattengono il pubblico durante i comizi: uno racconta barzellette sconce, l’altro si inventa nomignoli contro gli avversari politici, roba che nemmeno un bambino di cinque anni…
  • Sono entrambi ricchi. Non importa quanto: sicuramente lo sono più di me e di te che stai leggendo.
  • Non importa nemmeno quante cazzate dicano: vale questo e comunque solo una piccola percentuale di persone ha una memoria che regge bene oltre le due settimane. Credo che sia il 7%.
  • In merito a questo penultimo punto, entrambi hanno ammiccato in campagna elettorale ai neo-fascisti. Ma giusto, chi se lo ricorda?

E così via dicendo. Per me questi sono preoccupanti punti in comune che il Nuovo non dovrebbe avere con il marciume che l’ha preceduto e che si prefigge di combattere. Poi certo, le idee proposte dal Movimento di Grillo sono in larga parte condivisibili, ma razionalmente questo non vuole dire niente: pure un sociopatico violento avrà accarezzato una volta un gattino, ma ciò non significa che diventeremo grandi amici. Eppure si può incolpare chi ha votato il M5S? La risposta è piuttosto evidente: no. A meno di non volere essere infantili e molte persone ci stanno riuscendo benissimo. Mediocri dirigenze di partito hanno avuto quel che si meritavano e buona parte del gregge se ne è andato con un altro pastore. Già sento la signora di mezza età tutta eccitata dai risultati elettorali:

« I vecchi partiti sono morti o quasi. Che spiegazione darwiniana daresti a tutto questo? »
« Ciò che è nuovo non corrisponde necessariamente al meglio, però è senza dubbio quanto di più adatto all’ambiente ci possa essere. »
« Quindi se noi consideriamo questa cosa dell’ambiente al posto di quella moltiplicazione di prima… »
« No, te l’ho detto, quella non è una moltiplicazione, è una variabile. »

Sguardo riservato agli alieni. Prendo il primo bus di ritorno per la periferia di Marte.

 

Ah, riguardo alle altre elezioni imminenti: c’è chi è dell’opinione che un Papa nero sarebbe una rivoluzione. Na! La vera rivoluzione sarebbe un Papa con le tette.

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6 thoughts on “La giornata di uno scrutatore

    • È vero, al momento è una missione impossibile, ma è nei loro interessi adattarsi all’ambiente. Le regole di selezione darwiniane valgono anche per i loro abiti talari, all’infuori che le capiscano o meno. Sapranno rinnovarsi prima della fine? Bo’, nel frattempo passiamoci una buona giornata ;)

  1. Il papa con le tette? Eh beh sarebbe un idea!
    Comunque condivido in pieno quello che hai scritto su M5S … -.- povera Italia!

    • Per la Chiesa cattolica sarebbe già tanto avere delle donne a celebrare le messe, ma visto che parliamo di rivoluzioni tanto vale sparare in alto ;)
      Sul Movimento invece credo ci sia solo da sperare che capiscano in tempo utile cosa voglia dire la parola democrazia.

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