Il turno di Kopparapu

Transito planetario

Facendo riferimento alla tabella di partenza (recuperabile qui o vedete subito sotto), ciò che ho trovato differisce dai risultati di Dressing in quanto nel suo lavoro sono state adottate le assunzioni più conservative nella definizione di limite interno ed esterno, vale a dire, rispettivamente, la distanza alla quale si ha la perdita di acqua dovuta alla fotolisi e la fuga dell’idrogeno (0.95 AU per il Sole) e la distanza alla quale la CO2 inizia a condensare (1.37 AU sempre il Sole). Con questi limiti il numero di pianeti nella zona di abitabilità di Dressing è 3. Nella tabella, per comparazione, ho segnato in rosso il numero di pianeti individuati nella regione di abitabilità di Selsis con i limiti più prossimi a quelli scelti da Dressing.

Regioni di abitabilità di Selsis
Per avere a disposizione un’ulteriore pietra di paragone, ho letto il lavoro dell’indiano Kopparapu – a questo link gli interessati potranno apprezzare il suo bel lavoro. In esso vengono raffinate le formule precedenti ed estese per valori di temperatura compresi tra 2600 K < T < 7200 K, quindi comprendendo pienamente i valori delle 64 stelle ospiti – cosa che per Selsis non valeva; inoltra la scelta dei parametri si articola in una rosa più nutrita di possibilità. Non vi tedierò oltre, ma riassumerò tutto in questa comoda tabella

Abitabilità per Kopparapu

che indica il numero di pianeti in base alle assunzioni fatte per i limiti inferiori e superiori delle regioni di abitabilità. In particolare in grassetto sono evidenziati quei limiti per cui ritrovo i tre pianeti di Dressing. In rosso sono segnati i criteri più prossimi a quelli da lui scelti. In entrambi i casi, le regioni di abitabilità sono più estese dei due lavori precedenti. E ora ancora alcuni grafici a titolo d’esempio.

Kopparapu_Venere-MarteKopparapu_Venere-Effetto serra incontrollatoKopparapu_Effetto serra incontrollato-MarteKopparapu_Venere-Effetto serra massimo

Il mio studio sull’abitabilità planetaria è sintetizzabile in questa tabella dove comparo tra loro i vari lavori.

Riassunto analisi abitabilità planetaria

Tutte le distanze sono espresse in UA. In ultimo, vorrei farvi notare come queste condizioni non garantiscono la piena abitabilità dei candidati. Per un pianeta infatti non basta trovarsi al posto giusto al momento giusto, ma occorre avere anche le caratteristiche adeguate. Di alcune di queste chiacchiereremo al prossimo giro.

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